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06 ottobre 2013

" Deep sea "

" Deep sea "  , autore Stefano Cenzolo , anno 2013 .






  OCEAN DEEP
  The tide is swept along the shore
  While standing quiet in this place
  All the seagulls cry for more
  Among the reeds the birds are spaced.

The sun, in crashing waves reflects
Its beauty, shining through the deep
One pure light, without defect
While setting, puts the world to sleep.

  With a mighty roar and crash
  Casting shells upon the beach
  The waves against the rocks are bashed
  And gulls fly out of water's reach.

Of the depths no need to fear
Only beauty resides here.


18 agosto 2013

What is ART ?



What is ART ?

 I could tell you that art plays a large part in making our lives infinitely rich. Imagine, just for a minute, a world without art! (You may think "So what?" but please consider the impact that lack of graphics would have on your favorite video game.) Art stimulates different parts of our brains to make us laugh or incite us to riot, with a whole gamut of emotions in between. Art gives us a way to be creative and express ourselves. For some people, art is the entire reason they get out of bed in the morning. You could say "Art is something that makes us more thoughtful and well-rounded humans."

On the other hand, art is such a large part of our everyday lives that we may hardly even stop to think about it. Look at the desk or table where you are, right this minute. Someone designed that. It is art. Your shoes are art. Your coffee cup is art. All functional design, well done, is art. So, you could say "Art is something that is both functional and (hopefully) aesthetically pleasing to our eyes."

You might say "Art is in a constant state of change, so nobody can really pin down what it is." The constant change part is true, but the not pinning it down part is going to get you a bad grade. It may even raise a comment or two about your being some sort of wisenheimer. Don't go this route.

You might even say "Art is subjective, and means something different to every single person on earth." This, too, is the truth. I would caution against this approach, however, as it would require a stack of paper from here to the moon to cite all of your 6.8 billion references.

Now, everything just stated has elements of truth, but is largely based on opinion. My opinion is, frankly, useless in your paper-writing endeavor. Form your own opinions (that should be the reason you are receiving an education, after all), and be sure to sprinkle them in your answer ... which needs a factual basis, so here are the cold hard facts:

Art is form and content.





14 marzo 2013

Webisti - Il cuore dell'arte digitale

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          'via Blog this'





 

" Soft World Fantasy "  di Stefano Cenzolo  ( anno 2013 )

       

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"Webisti - Il cuore dell'arte digitale" offre una ristretta galleria di artisti digitali che aderiscono al movimento del "Webismo", un'arte che ti connette al mondo.

Webismo
Per aderire al Webismo non si contribuisce economicamente, basta attenersi alle regole dettate da Pygoya, fondatore del movimento.
www.lastplace.com/webism.htm
"Il webismo è nato con la cultura elettronica online" - ha spiegato il mago americano Rodney 'Pygoya' Chang.
Inserendo in un qualsiasi motore di ricerca parole quali 'web art' 'cyberart', 'netart'..., troveremo anche molti riferimenti al PYGOYA WEBMUSEUM OF CYBERART
Rodney Chang, alias Pygoya, è un guru dell'arte digitale, creatore di questo museo dove vengono raccolte, oltre ad innumerevoli sue opere e saggi, una scelta rappresentativa di immagini digitali prodotte da diversi artisti. 
Arte digitale
"L'arte digitale" è semplicemente il modo più attuale con cui gli artisti contemporanei esprimono la loro creatività pittorica con un nuovo mezzo: il computer, ottenendo opere che si differenziano da quelle tradizionali solamente nel risultato estetico. Questo nuovo mezzo consente di raggiungere dei risultati impossibili con i normali colori e pennelli usati finora.
La possibilità di lavorare con milioni di colori e poterli cambiare anche a opera finita come si vuole, creare infiniti giochi di luce, prospettive perfette e la possibilità di creare un numero incredibile di dettagli, fanno del computer un nuovo mezzo artistico.
Alcune persone affette da un immobilismo conservatore, non riconoscono ancora quest'arte come una nuova forma che si aggiunge brillantemente a quelle del passato; essi possono assistere alla mostra di quadri digitali più bella del mondo e il loro commento spesso è “Questa non è vera arte, è fatta con il computer”. Ma pensiamo un attimo quali sono in realtà le differenze nella creazione di un quadro ad olio, per esempio, e uno creato con getti di inchiostro.
Nel primo caso il pittore crea un disegno su una tela e poi lo dipinge usando un pennello e dei colori.
Nel secondo l'artista crea un disegno col suo mouse o una tavoletta grafica, con un pennello elettronico dà i colori e quando l'opera, visualizzata sullo schermo è finita la traspone sulla tela utilizzando una speciale stampante.
Entrambi i sistemi traspongono su una tela l'inventiva, la fantasia e il gusto dell'artista. È ovvio che non è sufficiente ad una persona possedere dei pennelli, dei colori ed una tela per dipingere come Salvador Dalì; allo stesso modo non è sufficiente dare a una persona un computer ed una stampante per trasformarlo in un artista.
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03 marzo 2013

" The Art is Life " di Stefano Cenzolo

G O L DSoft World FantasyEnergy - Settembre 2012BluSensation

Un nuovo percorso di divulgazione dei miei lavori prosegue tramite " flickr " .
Il divulgare la mia passione per l´Arte e´ il mio obiettivo . INTERNET e tutti i canali networks sono una potenzialita´  sfruttabile per raggiungere il piu´ vasto pubblico possibile . 
Perche´ non sfruttarla !? ...   :-) 

Stefano Cenzolo 

26 gennaio 2013

Video " The Art is Life - 2012 " by Stefano Cenzolo



 " The Art is Life - 2012 "    by  Stefano Cenzolo 
     

 Questo e´ il video che raccoglie una  collezione selezionata dei miei lavori dell´ anno 2012 .  

Auguro a tutti gli appassionati di arte non figurativa una piacevole  visione .

04 ottobre 2012

www.stefanocenzolo.com - The Art is Life

www.stefanocenzolo.com                         Weddingstedt 4.10.2012 


Vi Invito a far visita al sito di recente inaugurazione che in data 2.10.2012 e´ stato battezzato tramite un suo lancio on-line tramite il social forum Facebook e il concorrente Google+ .  


Stefano Cenzolo Artista Contemporaneo                         http://www.stefanocenzolo.com/





20 settembre 2012

Lucio Fontana , un grande dissacratore .



“È necessaria un’arte maggiore in accordo con le esigenze dello spirito nuovo”, scriveva Lucio Fontana nel Manifesto Blanco del 1946. Lo scandalo e l’orrore della Seconda Guerra Mondiale avevano tracciato un limite oltre il quale, per molti, non sarebbe più stato possibile fare arte; la realtà, colta dall’artista nato in Argentina nel 1899, però era diversa: era necessario trovare una nuova arte, già intravista dalle avanguardie di inizio Novecento, e che ora avrebbe dovuto esplodere in tutta la sua forza scandalosa e innovatrice. Saranno le sue opere, a partire dal ’49, a sancire il definitivo «superamento della pittura, della scultura, della poesia e della musica» perché quei tagli e le perforazioni squarciano scandalosamente la tela, superando la tradizionale concezione della bidimensionalità, e affermano una nuova dimensione totale dell’arte.

Fontana è stato uno degli ultimi grandi dissacratori. Ha traghettato l’arte dalle agonizzati e magniloquenti espressioni della modernità al postmoderno e all’arte concettuale e a quella performativa, in cui l’opera coincide con il gesto che la crea, in cui tutto è dissacrazione e quindi nulla lo è più veramente – forse, quest’esito nichilistico, l’artista spazialista non se lo prefigurava.

“Io buco, passa l’infinito di lì, passa la luce, non c’è bisogno di dipingere.. tutti hanno creduto che volessi distruggere: ma non è vero, io ho costruito, non distrutto, è lì la cosa….”  - Lucio Fontana, Milano 10 ottobre 1967 -
 Lucio Fontana nasce in Argentina, a Rosario di Santa Fé, il 19 febbraio 1899 da genitori italiani. Seguendo le orme del padre, inizia la sua attività artistica come scultore, e già negli anni trenta, soggiornando alternativamente in Italia e in Argentina, dà prova della sua capacità di agire in campi apparentemente lontanissimi, conciliando la monumentalità figurativa con le prime sculture astratte. 
Operando tra figurativo e astratto, la sua scultura, sia in terracotta sia in gesso, con o senza colore, diventa più libera e personale. In quegli anni, importantissimi per la sua ricerca artistica, partecipa alla Triennale di Milano, alla Biennale di Venezia, alla Quadriennale di Roma. Nel 1934 Fontana entra in contatto con l'ambiente dell'astrattismo lombardo legato alla galleria milanese “Il Milione”. L'anno dopo, si lega al gruppo parigino "Abstraction-Création". Alterna opere astratte, come le tavolette graffite o le sculture in ferro filiformi, con le ceramiche "barocche", che realizza presso le fornaci di Albisola e Sévres, nel 1937. 
Intensa, già in questo periodo, la sua attività con gli architetti più all'avanguardia, collaborando ai loro progetti con sculture e rilievi, un'attività che porterà avanti per buona parte della sua vita. 
All'inizio del 1940 si stabilisce a Buenos Aires, dove lavora intensamente e vince vari concorsi di scultura. E’ proprio qui che, nel 1946, in contatto con giovani artisti e intellettuali, partecipa alla stesura del Manifiesto Blanco, che segna la nascita dello spazialismo, e in cui si inizia a delineare l’urgenza di un’arte integrale che contenga le quattro dimensioni dell’esistenza, come sintesi di colore, suono e movimento, nello spazio e del tempo. 
Nello stesso anno, Lucio Fontana ritorna in Italia, riunisce subito attorno a sé numerosi artisti e nel 1948 fonda il Movimento Spaziale, stilando il Manifesto dello Spazialismo, teso al rinnovamento dell’arte in un mondo proiettato verso gli spazi cosmici.  Il termine “spaziale”, infatti, fa riferimento all’era spaziale, in cui i progressi scientifici e tecnologici permettono all’umanità di accedere a nuovi spazi e nuovi tempi. Uno dei nuclei della ricerca spazialista sta infatti nel tentativo di fondere “scienza e arte, in modo che i gesti compiuti da una delle due attività possono appartenere anche all’altra”. L’artista cerca perciò di collocare l’opera in una nuova dimensione temporale e mediale, grazie ai nuovi mezzi di comunicazione come radio e televisione, in modo che essa non risulti più isolata e compiuta in se stessa, bensì in evoluzione nello spazio e nel tempo, e aperta alla interazione con lo spettatore. Il movimento spaziale, però, esprime anche l’esigenza di interpretare in termini inediti la relazione tra l’uomo e lo spazio che lo circonda. “Non ci può essere una pittura o scultura spaziale” scrive infatti lo stesso Fontana “ma solo un concetto spaziale dell’arte”. In questo contesto, l’espressione artistica, secondo Fontana, non può più limitarsi alle forme canoniche del quadro e della scultura, ma deve diventare a tutti gli effetti opera d’arte totale. 
E’ con queste intenzioni che, nel 1949 alla Galleria del Naviglio a Milano, espone l'Ambiente nero a luce di Wood, un ambiente buio illuminato da una luce di Wood in cui galleggiano forme fosforescenti ed echeggiano musiche, suscitando al tempo stesso grande entusiasmo e scalpore. 
Due anni dopo, nel 1951, Lucio Fontana espone alla Triennale di Milano col il grande Concetto spaziale, un arabesco realizzato con tubi luminosi al neon, puro disegno di luce nello spazio.
Le sperimentazioni ambientali di Fontana, realizzate ben prima degli anni dell’Arte Ambientale, sono tra le opere più rivoluzionarie dell’arte internazionale, realizzate probabilmente senza eccessive intenzioni ideologiche da un artista che desiderava sperimentare, pur continuando ad amare la forma, il gesto e la materia. 
Nel 1951, infatti, nascono le prime carte monocrome con i "Buchi", come concretizzazione formale delle idee “spazialiste” dell’artista. E' l'inizio della grande stagione dei Concetti spaziali.    
Tra il 1951 e il 1957 elabora diversi cicli di opere, basate sulla perforazione del supporto - tela, tavola, carta - e la sovrapposizione di materiali vari, pietre, pezzetti di vetro, gesso, sabbia, lustrini. 
Passa poi alle tele dipinte all'anilina e alle sculture spaziali su gambo. L’intera attività artistica di Fontana, in effetti, è contrassegnata dalla convivenza di esperienza diverse, e, contemporaneamente alle ricerche gestuali degli anni quaranta/cinquanta, nulla vietò all’artista di continuare ad agire anche in altre direzioni più materiche, caratterizzate dalla produzione di ceramiche riccamente decorate e colorate.  
Sul finire del 1958 realizza le prime opere con i "tagli", che riproporrà nel 1959 su tela, con il titolo “Concetto spaziale”, quasi sempre accompagnato dall’altro titolo di “Attese”. 
I “tagli” di Fontana, oggi famosi in tutto il mondo, suscitarono inizialmente grande scandalo e furono interpretati come una provocazione con cui l’artista voleva dimostrare l’artificiosità e la vuotezza dell’arte contemporanea. In effetti, se si considera tutto il lavoro artistico svolto da Fontana a partire dagli anni trenta, si comprende come i suoi “tagli” siano in realtà coerenti con lo sviluppo innovativo del linguaggio dell’arte e, nel contempo, in armonia con i valori formali della tradizione artistica italiana. Oggi, infatti, l’opera di Fontana non si considera più come una provocazione, ma come la volontà geniale di andare oltre la superficie senza però rinunciare al classico campo d’azione artistica, simboleggiato proprio dallo spazio della tela. Con i “tagli”, dunque, l’artista vuole andare “oltre la tela” e quindi oltre la tradizione artistica e lo spazio ristretto del quadro, ma senza rinnegarli del tutto; ecco perché queste opere restano comunque dei quadri, restano comunque “pittura”.
I “tagli”, come i “buchi” che li hanno preceduti, rispondevano all’esigenza di trovare una nuova spazialità anche nell’arte, dopo che la scienza aveva indicato nuovi confini e nuovi concetti di spazio. Non provocazione e non distruzione, i fori e i tagli di Fontana vogliono schiudere la tela verso l’infinito. 
Dello stesso periodo sono anche le “Nature”, sculture in bronzo o terracotta, lacerate da incisioni profonde, non prive di riferimento organico-sessuale. 
Nel 1960, parallelamente alle tele con i tagli, avvia il ciclo di tele con i cosiddetti "Crateri", squarci prodotti nella tela, spalmata di colore ad olio. 
Nel 1962 è la volta dei "Metalli", lastre di ottone o di acciaio squarciate.
Nel 1963 appare la notissima serie della “Fine di Dio”, grandi tele ovali verticali monocrome, tutte dello stesso formato, recanti squarci, buchi e a volte cosparse di lustrini. 
Nel 1964 è la volta dei cosiddetti "Teatrini", tele monocrome bucate, incorniciate da bordi sagomati in legno che simulano una quinta teatrale. 
Non abbandona però i "tagli", cui rimane fedele sino all'ultimo, e nel 1966, per la sua sala bianca, con tele bianche segnate da un solo taglio verticale, la giuria internazionale della XXXIIIº Biennale di Venezia gli assegna il primo premio per la pittura.
Lucio Fontana muore il 7 settembre 1968, dopo essersi trasferito nella casa di famiglia a Cornabbio, in provincia di Varese. La presenza di opere di Fontana nelle collezioni permanenti di più di cento musei di tutto il mondo e i prezzi raggiunti dalle sue opere, sono un'ulteriore conferma dell'importanza della sua arte.
Attorno alla personalità carismatica e visionaria di Fontana si raccolsero artisti, critici e letterati, che aderirono al Movimento Spaziale. Tra questi Roberto Crippa, che conferisce alle sue opere un’identità spaziale attraverso grandi e vorticose spirali, e Gianni Dova che utilizza macchie e segni automatici spesso ottenuti dai giochi casuali dello smalto emulsionato sulla tela, in modo da evocare uno spazio sommerso dalla trasparenza del colore. Tra i milanesi sono da ricordare anche  Cesare Peverelli e Aldo Bergolli. Il movimento spaziale ebbe anche un’ ala veneziana rappresentata da: Tancredi, Mario De Luigi, Virgilio Guidi, Vinicio Vianello, Edmondo Bacci, Gino Morandi e lo scultore Bruno De Toffoli. In Liguria poi sono attivi: Giancarozzi ed Emilio Scanavino. In altre parti d’Italia sono da ricordare: Giuseppe Capogrossi, Alberto Burri, Roberto Sebastiàn Matta, Enrico Donati. 
Bisogna precisare, tuttavia, che nel lavoro di questi artisti non si rinvengono elementi comuni al di là della generica appartenenza al linguaggio informale; la loro adesione al movimento spaziale va intesa quindi come un puro atto di condivisione della intenzione di rinnovamento sostenuta da Fontana.

25 luglio 2012

Summer Feeling

                                                       Luglio 2012

Finalmente anche in Schleswig-Holstein e´giunta l´Estate !
 Sole , cielo terso - azzurro e canto armonioso di uccelli . 
Con un umore gioioso , stimolato dalle ottimali condizioni atmosferiche , ho realizzato i seguenti due lavori . 
A chi avra´ il piacere di prenderne visione dedico una serena Estate .

Stefano Cenzolo

" Sapore d´Estate "


" Vortice Estivo " 



15 aprile 2012

" Sinfonia in Rosso , Nero e Bianco ... "

" Sinfonia in Rosso , Nero e Bianco ... "




 
   Stefano Cenzolo - Weddingstedt , Aprile 2012 .

04 aprile 2012

Stefano Cenzolo - " Un salto nel microcosmo dell´anima .

Stefano Cenzolo:       The Art is Life

Stefano Cenzolo








  • #1 scritto da Stefano Cenzolo 
    circa 1 giorno fa
    ” Viaggio nel Cosmo Interiore ”
    Cartoncino 100/70 cm
    Tecnica d´ esecuzione mista : colori a tempera , matite , pennarelli , effetti a spruzzo , ritagli cartacei , coriandoli .
    ( Weddingstedt – Gennaio 2012 )

27 gennaio 2012

Arte Astratta e dintorni ...

" La Calma prima della Bufera " Stefano Cenzolo - Gennaio 2012

L' Astrattismo

 è un'esperienza artistica nata nei primi anni del XX secolo, in zone d'Europa lontane tra loro, dove si sviluppò senza intenti comuni. Il termine indica quelle opere pittoriche e plasticheche esulano dalla rappresentazione oggettiva della realtà 

Indice

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Premessa storico-culturale [modifica]


Fugue-fuga, di Wassily Kandinsky
L'industrializzazione accende lo scontro tra la borghesia e la classe operaia: questa, costretta in miseria a causa dei frequenti soprusi dei datori di lavoro, si riunisce in sindacati e rivendica condizioni migliori. contemporaneamente, gli stati europei si lanciano nellacolonizzazione di paesi africani e asiatici.
In filosofia si afferma l'irrazionalismo di Sigmund Freud e Nietzsche, in contrapposizione alla serenità della Belle époque.
La diffusione sempre più ampia dei mezzi di riproduzione delle immagini, come la fotografia, porta gli artisti ad esaltare le peculiarità dell'arte che siano inaccessibili alla meccanicità, ovvero un'interpretazione del reale soggettiva, propria ed esclusiva dell'artista.
Fondamentali furono le esperienze fauvista e cubista: la prima esaltava lo stato d'animo dell'artista attraverso l'uso non tradizionale del colore, mentre il secondo perseguiva la semplificazione delle forme secondo l'ordine della geometria.

La pittura [modifica]

L'astrattismo nasce dalla scelta degli artisti di negare la rappresentazione della realtà per esaltare i propri sentimenti attraverso forme, linee e colori. Punto di riferimento fondamentale è il testo di Wilhelm Worringer Astrazione ed empatia, del 1908, dove l'arte viene interpretata in base all'intenzionalità dell'artista. La forma viene intesa come risultato dell'incontro tra uomo e mondo, in un alternarsi di empatia, ovvero avvicinamento alla realtà, ed astrazione, cioè il rifiuto della realtà.[1] Con il termine "astrattismo" vengono quindi spesso designate tutte le forme di espressione artistica visuale non figurative, dove non vi siano appigli che consentano di ricondurre l'immagine dipinta ad una qualsiasi rappresentazione della realtà, nemmeno mediata dalla sensibilità dell'artista come nel caso degliimpressionisti. Tuttavia in alcune accezioni con "astrattismo" si intende (in senso restrittivo) solamente la ricerca della forma pura per tramite di colori e forme geometriche, come nelle opere di Piet MondrianJosef Albers e Mario Radice, mentre le altre esperienze non figurative vengono definite con nomi propri, quali espressionismo astrattoinformale e simili.

L'astrattismo in Italia [modifica]

Le origini - I primi astrattisti [modifica]

I primi, prematuri, esperimenti in Italia di realizzazione di opere d'arte staccate dalla rappresentazione del vero risalgono agli inizi del '900 con alcune visionarie pitture del milanese Romolo Romani, a cui fecero seguito tele di artisti futuristi, quali Ivo Pannaggi e soprattuttoGiacomo Balla, quest'ultimo in particolare con una serie di quadri denominati "compenetrazioni iridescenti" del 1912. Tuttavia le esperienze di Romani e del futurismo non possono dirsi veramente astratte, in quanto nei quadri di Romani non vi era astrazione, ma se mai un tentativo di fissare le forze della natura[2], mentre nei futuristi l'idea del movimento e del dinamismo non abbandona mai una base figurativa: Balla infatti studia oggetti che appaiono visti come attraverso le lenti di un caleidoscopio mentre i solidi tridimensionali di Pannaggi non sono altro che giocattoli o meccanismi ingranditi, come testimonia talvolta la rappresentazione di un uomo intento ad assemblarli. Anche le forme create da Enrico Prampolini, in apparenza astratte, traggono la loro origine da creature organiche e organismi viventi, se pur dilatati in contesto e dimensioni. L'astrattismo vero e proprio deve invece intendersi come armonia pura distaccata da qualsiasi riproduzione del vero. Vi fu poi l'esperienza parigina di Alberto Magnelli che raggiunse buona notorietà in Francia con composizioni propriamente astratte, influenzate dalla conoscenza diretta che ebbe con i primi maestri dell'astrattismo europeo. Magnelli, se pur Italiano, viene accostato ai maestri francesi in quanto non partecipò al dibattito artistico italiano dell'epoca.
In Italia le idee dell'arte astratta pura vennero accolte piuttosto tardi, attorno agli anni '30, ma si svilupparono in forme di grande spessore artistico, che aprirono la strada a molti dei più originali movimenti del secondo '900. Furono due i principali gruppi di pittori astrattisti: il primo, più eterogeneo, guidato dalle teorie espresse da Carlo Belli nel testo "Kn", si riunì attorno alla galleria "il Milione" di Milano, e annoverò nomi quali Mauro Reggiani, il giovane Lucio Fontana,Atanasio Soldati e Luigi Veronesi, il secondo, più coeso, fiorì a Como ispirato dall'architetto Giuseppe Terragni e dai pittori Manlio Rho eMario Radice, includendo artisti quali: Aldo Galli, Carla Badiali e Carla Prina. Ovviamente data la vicinanza fra Como e Milano furono frequenti gli interscambi fra i primi astrattisti.
Il gruppo de "il Milione" praticò un'arte più "istintiva", seguendo il talento di Reggiani, che costruiva mosse geometrie partendo da linee oblique, e dalle originalissime e colorate sintesi di forme realizzate daOsvaldo Licini. La galleria ospitò nel 1934 una personale di Kandinsky voluta anche dall'architetto Alberto Sartoris, vicino a Terragni; la mostra venne certamente vista da Mario Radice che ne portò il messaggio a Como, dove, in presenza di un terreno assai fertile, mise presto frutto.
Como era la città della seta, e i concetti di stile e modernità nel colore erano ben presenti. Manlio Rho aveva nella sua libreria i testi della Bauhaus, dove Kandinsky insegnò fino al 1932, Giuseppe Terragni stava già rielaborando con il suo genio in architettura le idee del razionalismo e la scintilla dell'arte di Kandinsky esplose in forme nuove e originalissime, con un astrattismo geometrico puro, in apparenza vicino al suprematismo russo, ma in realtà inconfondibilmente italiano.
Nascono così le purissime campiture geometriche di colore nelle tele di Rho, nitide come cristalli ma, al contrario della freddezza cristallina, pervase da un calore che mancava ai suprematisti come Malevic.
Il miglior simbolo dell'originalità dell'ambiente lariano è forse la notissima "Casa del Fascio" di Como, realizzata da Terragni: un parallelepipedo di candido marmo, reso leggerissimo dalle ritmiche finestrature e originariamente affrescato all'interno dalle raffinate e colorate geometrie di Radice. Praticamente una trasposizione in chiave attuale del palazzo comunale medievale, chiuso fuori e affrescato all'interno, sbalorditivo per la freschezza di inventiva paragonata alla pesante retorica dell'architettura "ufficiale" dell'epoca e per l'anticipo su un gusto estetico che si rivelerà attuale molti decenni dopo.
Exquisite-kfind.pngPer approfondire, vedi le voci Manlio RhoMario Radice eGiuseppe Terragni.

Informale [modifica]

La fase dell'astrattismo geometrico, ormai portata alla perfezione da Rho e Radice in Italia e da Mondrian e Malevic in Europa, richiedeva un superamento e ciò avvenne con l'introduzione del gesto. Seguendo le intuizioni di Pollock, Riopelle e Dubuffet, molti artisti italiani svilupparono un percorso creativo dove il colore veniva liberamente portato sulla tela con gesto spontaneo. I principali esponenti dell'informale italiano furono Emilio VedovaAfro BasaldellaGiulio TurcatoToti ScialojaEmilio ScanavinoTancredi Parmeggiani,Achille PerilliAlfredo ChighineMattia Moreni ed Gastone Novelli.

Spazialismo [modifica]

Un aspetto del tutto originale dell'astrattismo italiano nasce dall'intuizione di Lucio Fontana che partendo dal "Manifesto Blanco" scritto a Buenos Aires nel '46 teorizza un nuovo rapporto fra la luce, lo spazio e la tela, sino ad arrivare al gesto rivoluzionario del "taglio". Oltre a Fontana i principali spazialisti furono Gianni Dova che però troverà presto una strada personale forse influenzata dal surrealismo,Mario Deluigi che esplorò le possibilità di creare scintille di luce sulla tela con la tecnica del "grattage" e soprattutto Roberto Crippa che negli anni '50 toccò i vertici della sua arte creando fantasmagoriche "Spirali" che ricordano orbite atomiche trasposte sulla superficie del quadro.

Azimuth [modifica]

Quando verso la fine degli anni '50 l'informale degenerò con la "pittura industriale" di Pinot Gallizio che creava pittura da vendersi "a metro" su nastri di tela, i tempi maturarono per un salto di qualità, che si realizzò per reazione con un azzeramento totale, riportando la purezza del bianco sulla tela che veniva estroflessa con piegature, chiodi e centine secondo schemi freddi e ragionati, tesi a ricercare un nuovo modo di ottenere un'immagine di bellezza, disegnata dalla luce sulle superfici pittoriche. I principali esponenti di questo rinnovamento dell'astrattismo furono Piero ManzoniEnrico CastellaniDadamainoAgostino Bonalumi.

Arte Cinetica, Ottica e Arte programmata [modifica]

L'ultima evoluzione dell'astrattismo in Italia si ebbe negli anni '60 con le ricerche relative alle illusioni ottiche ed al tentativo di dare all'opera d'arte un ruolo attivo, capace di interagire con lo spettatore per mezzo di immagini cangianti a seconda dei movimenti di quest'ultimo o addirittura dello stesso quadro, mosso dal vento o da piccoli motorini. I capiscuola furono Gianni Colombo che si dedico' allo studio delle illusioni della prospettiva, Alberto Biasi che esplorò la possibilità di creare immagini cangianti ed illusorie e Getulio Alvianiche inventò le "superfici a testura vibratile" sfruttando i riflessi dell'alluminio molato, riprendendo in parte la lezione di Castellani.La mostra di riferimento dell'arte ottica fu "The Responsive Eye" tenutasi nel 1965 al MoMa di New York.
L'Arte cinetica è stato l'ultimo movimento dall'unanime consenso critico legato all'astrattismo in Italia. Per altri artisti e movimenti non figurativi, ancora attivi all'inizio del XXI sec. il giudizio è al momento (2008) prematuro.

Pittura analitica [modifica]

Nota anche come "pittura pittura" , si sviluppa dal 1968. Corrente artistica che tenta di reagire ai dettami sostenuti dall’Arte concettuale che, proponendo il definitivo abbandono di ogni finzione rappresentativa, considerava il mezzo della pittura come assolutamente superato. La pittura ottiene un duplice risultato: diventa essa stessa l'oggetto d'indagine dell'artista e perde ogni connotato di referenzialità, di riferimento naturalistico o anche semplicemente realistico. Carlo BattagliaClaudio OlivieriPino PinelliGiorgio GriffaClaudio VernaMarco GastiniCarmengloria MoralesElio MarchegianiGianfranco ZappettiniRiccardo Guarneri,Paolo CotaniGottardo OrtelliValentino VagoEnzo Cacciola.

I capiscuola dell'astrattismo mondiale [modifica]


Kazimir Malevich, Quadrato nero, 1915, olio su tela, Museo di Stato Russo di San Pietroburgo

Vasilij Kandinskij[modifica]

Exquisite-kfind.pngPer approfondire, vedi la voce Vasilij Kandinskij.
Realizza i primi acquerelliastratti tra il 1910 e il1912, ma non aveva ancora conosciuto il testo di Worringer: in seguito, proprio da questo trarrà il termine astratto, che userà per primo in riferimento ad un'opera d'arte. Nei suoi quadri sono quasi del tutto assenti le forme geometriche: preferisce tinte accese e contrasti stridenti. Importante è il rapporto con la musica, dalla quale mutuerà i titoli dei propri lavori: Composizione,ImprovvisazioneImpressione, addirittura numerati come si fa con i brani musicali, proprio per dimostrare il legame attivo fra musica e pittura che, per l'artista devono esprimere i sentimenti e non riprodurre la realtà, questo il principio base che distingue l'astrattismo dalle altre avanguardie del XX secolo.

Piet Mondrian [modifica]

Exquisite-kfind.pngPer approfondire, vedi la voce Piet Mondrian.
In seguito al contatto con Teosofia e Cubismo, l'artista approda al rifiuto della natura per rifugiarsi nella perfezione spirituale delle forme astratte. L'oggetto viene sintetizzato in linee e colori, pur partendo da forme reali, fino a giungere alle campiture geometriche di colori primari.
Nel 1917 fonda la rivista De Stijl, che diventa il punto di riferimento delNeoplasticismo.

Kasimir Malevich [modifica]

Exquisite-kfind.pngPer approfondire, vedi la voce Kasimir Malevich.
Fu il fondatore del Suprematismo. Si proponeva di raggiungere l'assoluta purezza attraverso la riduzione estrema degli elementi figurativi, fino a giungere al paradosso del Quadrato nero su fondo bianco.

Robert Delaunay [modifica]

Exquisite-kfind.pngPer approfondire, vedi la voce Robert Delaunay.
Sin dal 1912 dipinge opere astratte della serie Ritmi Circolari e Dischi Simultanei.

František Kupka [modifica]

Exquisite-kfind.pngPer approfondire, vedi la voce František Kupka.

Note [modifica]

  1. ^ Martina Corgnati, Francesco Poli, Dizionario dell'arte del Novecento
  2. ^ Luciano Caramel, Commento alla mostra di Romolo Romani, Brescia, 1997

Bibliografia [modifica]

  • Michel Seuphor, Pittori Astratti, Il Saggiatore, Milano, 1962
  • Martina Corgnati, Francesco Poli, Dizionario dell'arte del Novecento, Mondadori, Milano, 2001, ISBN 88-424-9653-7
  • AA.VV., Arte, Mondadori, Milano, 2000, ISBN 88-04-47995-7
  • Storia dell'arte contemporanea in Italia, Renato Barilli, Bollati Boringhieri, Torino, 2007
  • Peripezie del dopoguerra nell'arte Italiana, Adachiara Zevi, Einaudi, 2005
  • Martina Corgnati, Egitto. Profilo dell'arte moderna e contemporanea dei paesi mediterranei, Mesogea, Messina, 2009ISBN 978-88-469-2077-5
  • Guida all'arte moderna, Roberto Salvini, Aldo Garzanti, 1956
  • Ultime tendenze nell'arte d'oggi, dall'Informale al Neo-oggettuale, Gillo Dorfles, Feltrinelli, 1999

Voci correlate [modifica]