Premessa storico-culturale [modifica]
L'industrializzazione accende lo scontro tra la borghesia e la classe operaia: questa, costretta in miseria a causa dei frequenti soprusi dei datori di lavoro, si riunisce in
sindacati e rivendica condizioni migliori. contemporaneamente, gli stati
europei si lanciano nella
colonizzazione di paesi
africani e
asiatici.
La diffusione sempre più ampia dei mezzi di riproduzione delle immagini, come la
fotografia, porta gli artisti ad esaltare le peculiarità dell'arte che siano inaccessibili alla meccanicità, ovvero un'interpretazione del reale soggettiva, propria ed esclusiva dell'artista.
Fondamentali furono le esperienze
fauvista e
cubista: la prima esaltava lo stato d'animo dell'artista attraverso l'uso non tradizionale del colore, mentre il secondo perseguiva la semplificazione delle forme secondo l'ordine della geometria.
L'astrattismo nasce dalla scelta degli artisti di negare la rappresentazione della realtà per esaltare i propri sentimenti attraverso forme, linee e colori. Punto di riferimento fondamentale è il testo di
Wilhelm Worringer Astrazione ed empatia, del
1908, dove l'arte viene interpretata in base all'
intenzionalità dell'artista. La forma viene intesa come risultato dell'incontro tra uomo e mondo, in un alternarsi di
empatia, ovvero avvicinamento alla realtà, ed
astrazione, cioè il rifiuto della realtà.
[1] Con il termine "astrattismo" vengono quindi spesso designate tutte le forme di espressione artistica visuale non figurative, dove non vi siano appigli che consentano di ricondurre l'immagine dipinta ad una qualsiasi rappresentazione della realtà, nemmeno mediata dalla sensibilità dell'artista come nel caso degli
impressionisti. Tuttavia in alcune accezioni con "astrattismo" si intende (in senso restrittivo) solamente la ricerca della forma pura per tramite di colori e forme geometriche, come nelle opere di
Piet Mondrian,
Josef Albers e
Mario Radice, mentre le altre esperienze non figurative vengono definite con nomi propri, quali
espressionismo astratto,
informale e simili.
L'astrattismo in Italia [modifica]
Le origini - I primi astrattisti [modifica]
I primi, prematuri, esperimenti in Italia di realizzazione di opere d'arte staccate dalla rappresentazione del vero risalgono agli inizi del '900 con alcune visionarie pitture del milanese
Romolo Romani, a cui fecero seguito tele di artisti
futuristi, quali
Ivo Pannaggi e soprattutto
Giacomo Balla, quest'ultimo in particolare con una serie di quadri denominati "compenetrazioni iridescenti" del 1912. Tuttavia le esperienze di Romani e del
futurismo non possono dirsi veramente astratte, in quanto nei quadri di Romani non vi era astrazione, ma se mai un tentativo di fissare le forze della natura
[2], mentre nei futuristi l'idea del movimento e del dinamismo non abbandona mai una base figurativa: Balla infatti studia oggetti che appaiono visti come attraverso le lenti di un caleidoscopio mentre i solidi tridimensionali di Pannaggi non sono altro che giocattoli o meccanismi ingranditi, come testimonia talvolta la rappresentazione di un uomo intento ad assemblarli. Anche le forme create da
Enrico Prampolini, in apparenza astratte, traggono la loro origine da creature organiche e organismi viventi, se pur dilatati in contesto e dimensioni. L'astrattismo vero e proprio deve invece intendersi come armonia pura distaccata da qualsiasi riproduzione del vero. Vi fu poi l'esperienza parigina di
Alberto Magnelli che raggiunse buona notorietà in Francia con composizioni propriamente astratte, influenzate dalla conoscenza diretta che ebbe con i primi maestri dell'astrattismo europeo. Magnelli, se pur Italiano, viene accostato ai maestri francesi in quanto non partecipò al dibattito artistico italiano dell'epoca.
In Italia le idee dell'arte astratta pura vennero accolte piuttosto tardi, attorno agli anni '30, ma si svilupparono in forme di grande spessore artistico, che aprirono la strada a molti dei più originali movimenti del secondo '900. Furono due i principali gruppi di pittori astrattisti: il primo, più eterogeneo, guidato dalle teorie espresse da Carlo Belli nel testo "Kn", si riunì attorno alla galleria "il Milione" di Milano, e annoverò nomi quali
Mauro Reggiani, il giovane
Lucio Fontana,
Atanasio Soldati e
Luigi Veronesi, il secondo, più coeso, fiorì a Como ispirato dall'architetto
Giuseppe Terragni e dai pittori
Manlio Rho e
Mario Radice, includendo artisti quali:
Aldo Galli, Carla Badiali e Carla Prina. Ovviamente data la vicinanza fra Como e Milano furono frequenti gli interscambi fra i primi astrattisti.
Il gruppo de "il Milione" praticò un'arte più "istintiva", seguendo il talento di Reggiani, che costruiva mosse geometrie partendo da linee oblique, e dalle originalissime e colorate sintesi di forme realizzate da
Osvaldo Licini. La galleria ospitò nel 1934 una personale di Kandinsky voluta anche dall'architetto
Alberto Sartoris, vicino a Terragni; la mostra venne certamente vista da
Mario Radice che ne portò il messaggio a Como, dove, in presenza di un terreno assai fertile, mise presto frutto.
Como era la città della seta, e i concetti di stile e modernità nel colore erano ben presenti.
Manlio Rho aveva nella sua libreria i testi della
Bauhaus, dove Kandinsky insegnò fino al 1932,
Giuseppe Terragni stava già rielaborando con il suo genio in architettura le idee del
razionalismo e la scintilla dell'arte di Kandinsky esplose in forme nuove e originalissime, con un astrattismo geometrico puro, in apparenza vicino al
suprematismo russo, ma in realtà inconfondibilmente italiano.
Nascono così le purissime campiture geometriche di colore nelle tele di Rho, nitide come cristalli ma, al contrario della freddezza cristallina, pervase da un calore che mancava ai suprematisti come Malevic.
Il miglior simbolo dell'originalità dell'ambiente lariano è forse la notissima "Casa del Fascio" di Como, realizzata da Terragni: un parallelepipedo di candido marmo, reso leggerissimo dalle ritmiche finestrature e originariamente affrescato all'interno dalle raffinate e colorate geometrie di Radice. Praticamente una trasposizione in chiave attuale del palazzo comunale medievale, chiuso fuori e affrescato all'interno, sbalorditivo per la freschezza di inventiva paragonata alla pesante retorica dell'architettura "ufficiale" dell'epoca e per l'anticipo su un gusto estetico che si rivelerà attuale molti decenni dopo.
La fase dell'astrattismo geometrico, ormai portata alla perfezione da Rho e Radice in Italia e da Mondrian e Malevic in Europa, richiedeva un superamento e ciò avvenne con l'introduzione del gesto. Seguendo le intuizioni di Pollock, Riopelle e Dubuffet, molti artisti italiani svilupparono un percorso creativo dove il colore veniva liberamente portato sulla tela con gesto spontaneo. I principali esponenti dell'informale italiano furono
Emilio Vedova,
Afro Basaldella,
Giulio Turcato,
Toti Scialoja,
Emilio Scanavino,
Tancredi Parmeggiani,
Achille Perilli,
Alfredo Chighine,
Mattia Moreni ed
Gastone Novelli.
Un aspetto del tutto originale dell'astrattismo italiano nasce dall'intuizione di
Lucio Fontana che partendo dal "Manifesto Blanco" scritto a Buenos Aires nel '46 teorizza un nuovo rapporto fra la luce, lo spazio e la tela, sino ad arrivare al gesto rivoluzionario del "taglio". Oltre a Fontana i principali spazialisti furono
Gianni Dova che però troverà presto una strada personale forse influenzata dal
surrealismo,
Mario Deluigi che esplorò le possibilità di creare scintille di luce sulla tela con la tecnica del "
grattage" e soprattutto
Roberto Crippa che negli anni '50 toccò i vertici della sua arte creando fantasmagoriche "Spirali" che ricordano orbite atomiche trasposte sulla superficie del quadro.
Quando verso la fine degli anni '50 l'informale degenerò con la "pittura industriale" di
Pinot Gallizio che creava pittura da vendersi "a metro" su nastri di tela, i tempi maturarono per un salto di qualità, che si realizzò per reazione con un azzeramento totale, riportando la purezza del bianco sulla tela che veniva estroflessa con piegature, chiodi e centine secondo schemi freddi e ragionati, tesi a ricercare un nuovo modo di ottenere un'immagine di bellezza, disegnata dalla luce sulle superfici pittoriche. I principali esponenti di questo rinnovamento dell'astrattismo furono
Piero Manzoni,
Enrico Castellani,
Dadamainoe
Agostino Bonalumi.
L'ultima evoluzione dell'astrattismo in Italia si ebbe negli anni '60 con le ricerche relative alle illusioni ottiche ed al tentativo di dare all'opera d'arte un ruolo attivo, capace di interagire con lo spettatore per mezzo di immagini cangianti a seconda dei movimenti di quest'ultimo o addirittura dello stesso quadro, mosso dal vento o da piccoli motorini. I capiscuola furono
Gianni Colombo che si dedico' allo studio delle illusioni della prospettiva,
Alberto Biasi che esplorò la possibilità di creare immagini cangianti ed illusorie e
Getulio Alvianiche inventò le "superfici a testura vibratile" sfruttando i riflessi dell'alluminio molato, riprendendo in parte la lezione di Castellani.La mostra di riferimento dell'arte ottica fu "The Responsive Eye" tenutasi nel 1965 al MoMa di New York.
L'
Arte cinetica è stato l'ultimo movimento dall'unanime consenso critico legato all'astrattismo in Italia. Per altri artisti e movimenti non figurativi, ancora attivi all'inizio del XXI sec. il giudizio è al momento (2008) prematuro.
Pittura analitica [modifica]
Nota anche come "pittura pittura" , si sviluppa dal 1968. Corrente artistica che tenta di reagire ai dettami sostenuti dall’Arte concettuale che, proponendo il definitivo abbandono di ogni finzione rappresentativa, considerava il mezzo della pittura come assolutamente superato. La pittura ottiene un duplice risultato: diventa essa stessa l'oggetto d'indagine dell'artista e perde ogni connotato di referenzialità, di riferimento naturalistico o anche semplicemente realistico.
Carlo Battaglia,
Claudio Olivieri,
Pino Pinelli,
Giorgio Griffa,
Claudio Verna,
Marco Gastini,
Carmengloria Morales,
Elio Marchegiani,
Gianfranco Zappettini,
Riccardo Guarneri,
Paolo Cotani,
Gottardo Ortelli,
Valentino Vago,
Enzo Cacciola.
I capiscuola dell'astrattismo mondiale [modifica]
Vasilij Kandinskij[modifica]
Realizza i primi
acquerelliastratti tra il
1910 e il
1912, ma non aveva ancora conosciuto il testo di Worringer: in seguito, proprio da questo trarrà il termine
astratto, che userà per primo in riferimento ad un'opera d'arte. Nei suoi quadri sono quasi del tutto assenti le forme geometriche: preferisce tinte accese e contrasti stridenti. Importante è il rapporto con la
musica, dalla quale mutuerà i titoli dei propri lavori:
Composizione,
Improvvisazione,
Impressione, addirittura numerati come si fa con i brani musicali, proprio per dimostrare il legame attivo fra musica e pittura che, per l'artista devono esprimere i sentimenti e non riprodurre la realtà, questo il principio base che distingue l'astrattismo dalle altre avanguardie del XX secolo.
In seguito al contatto con
Teosofia e
Cubismo, l'artista approda al rifiuto della natura per rifugiarsi nella perfezione spirituale delle forme astratte. L'oggetto viene sintetizzato in linee e colori, pur partendo da forme reali, fino a giungere alle campiture geometriche di
colori primari.
Kasimir Malevich [modifica]
Fu il fondatore del
Suprematismo. Si proponeva di raggiungere l'assoluta purezza attraverso la riduzione estrema degli elementi figurativi, fino a giungere al paradosso del
Quadrato nero su fondo bianco.
Robert Delaunay [modifica]
Sin dal 1912 dipinge opere astratte della serie Ritmi Circolari e Dischi Simultanei.
František Kupka [modifica]
- ^ Martina Corgnati, Francesco Poli, Dizionario dell'arte del Novecento
- ^ Luciano Caramel, Commento alla mostra di Romolo Romani, Brescia, 1997
- Michel Seuphor, Pittori Astratti, Il Saggiatore, Milano, 1962
- Martina Corgnati, Francesco Poli, Dizionario dell'arte del Novecento, Mondadori, Milano, 2001, ISBN 88-424-9653-7
- AA.VV., Arte, Mondadori, Milano, 2000, ISBN 88-04-47995-7
- Storia dell'arte contemporanea in Italia, Renato Barilli, Bollati Boringhieri, Torino, 2007
- Peripezie del dopoguerra nell'arte Italiana, Adachiara Zevi, Einaudi, 2005
- Martina Corgnati, Egitto. Profilo dell'arte moderna e contemporanea dei paesi mediterranei, Mesogea, Messina, 2009ISBN 978-88-469-2077-5
- Guida all'arte moderna, Roberto Salvini, Aldo Garzanti, 1956
- Ultime tendenze nell'arte d'oggi, dall'Informale al Neo-oggettuale, Gillo Dorfles, Feltrinelli, 1999
Voci correlate [modifica]