Monti ha giurato davanti a Napolitano Il presidente: "Sono soddisfatto" Diciassette i ministri, tre sono donne
Mario Monti
Il governo Monti ha giurato di fronte al presidente della Repubblica. Per il professore l'interim all'Economia. L'esecutivo è ora nella pienezza delle sue funzioni. Il capo dello Stato: "Auguri per compito difficile". E ringrazia Gianni Letta. Borse europee chiudono contrastate dopo una giornata in altalena, Milano termina a +0,79. Un lungo incontro notturno con il segretario del Pdl Alfano sulla questione Letta ha concluso una giornata di incontri fra cui quelli con sindacati a Confindustria. "Tutti sono disponibili a sacrifici per il bene comune". Obama: "Profondamente preoccupato delle turbolenze in Europa". Merkel vuole incontrare Monti "quanto prima". Juncker: "Buona notizia la nascita del governo". Sarkozy a Monti: "Insieme ce la faremo". Cameron: "Dure riforme economiche priorità per l'Italia"
Monti è chiamato a rivestire incarichi di rilievo in commissioni governative e parlamentari: è relatore della commissione sulla difesa del risparmio finanziario dall'inflazione (1981), presidente della commissione sul sistema creditizio e finanziario (1981-1982), membro dellaCommissione Sarcinelli (1986-1987) e del Comitato Spaventa sul debito pubblico (1988-1989)[4]. Dal 1988 al 1990 è vicepresidente della Comit.
Sempre alla Bocconi assume la carica di Rettore (1989-1994) e successivamente quella di Presidente (1994), alla morte di Giovanni Spadolini.
Nel 1999 la Commissione Santer si dimette in blocco, a causa di uno scandalo legato a cattive pratiche di gestione ed amministrazione da parte di alcuni commissari.
Nel 1999 Monti viene confermato commissario europeo dal governo D'Alema I, che indica Prodi come secondo rappresentante per la Commissione UE, di cui lo stesso Prodi diviene presidente, e riceve la delega alla Concorrenza. Sotto la sua guida la Commissione Europea approfondisce il ruolo di controllo della concorrenza, inaugurando il procedimento contro la Microsoft (tuttora in corso) e bloccando nel 2001 la proposta di fusione tra General Electric e Honeywell, considerata contraria alle normative antitrust.
Uno dei risultati più importanti della sua attività di ricerca in campo economico è il modello di Klein-Monti che descrive il comportamento di una banca in regime di monopolio, risultato degli studi paralleli di Monti e del premio NobelLawrence Klein. È stato il primo presidente del "Bruegel", un think-tank, nato a Bruxelles nel 2005, composto e finanziato da 16 Stati membri dell'UE e 28 multinazionali.
Dal 2005 è international advisor per Goldman Sachs e precisamente membro del Research Advisory Council del Goldman Sachs Global Market Institute[7][8], presieduto dalla economista statunitense Abby Joseph Cohen. È advisor della Coca Cola Company[8].
In economia Monti sostiene il mercato, le liberalizzazioni e il rigore dei conti pubblici[10][11].
Il 15 settembre2010 Monti dà il suo appoggio all'iniziativa del gruppo Spinelli, fondato per rinvigorire la spinta federalista nell'Unione Europea. Assieme a lui, hanno dichiarato il proprio supporto Jacques Delors, Daniel Cohn-Bendit, Guy Verhofstadt, Andrew Duff, Elmar Brok. È editorialista de Il Corriere della Sera e autore di numerose pubblicazioni. La sua competenza e il rispetto che si è saputo guadagnare sia in ambito nazionale che internazionale hanno fatto sì che il suo nome sia stato più volte indicato per l'incarico di ministro in ambito economico sia in governi di centro destra che di centro sinistra. La sua autorevolezza di "tecnico" ha spintoGiuseppe Pisanu a indicarlo come una delle persone che potrebbero ricoprire il ruolo diPresidente del Consiglio per entrambi gli schieramenti [12].
Il 2 settembre 2011 Monti dichiara la propria disponibilità ad un impegno in prima persona per salvare dall'impasse la politica italiana, dicendosi pronto ad una eventuale chiamata del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nell'ottica di formare un governo tecnico di transizione in caso di caduta del governo Berlusconi. Presumibilmente per un semestre ed in preparazione di nuove elezioni politiche anticipate da tenersi nella primavera 2012[13].
Problemi di economia monetaria, a cura di, Milano, Etas Kompass, 1969.
Gli obiettivi delle banche, i tassi di interesse e la politica monetaria, Milano, Tamburini, 1970.
Analisi degli effetti monetari e finanziari delle politiche di bilancio regionale e locali. Un rapporto metodologico, Milano, Tamburini, 1974.
Per un'analisi mensile della politica monetaria e finanziaria italiana, Milano, O. Capriolo, 1974.
Ricerca sul sistema creditizio, I, Quadro generale, con Tommaso Padoa-Schioppa, Roma, Ente per gli studi monetari, bancari e finanziari Luigi Einaudi, 1976.
Il sistema creditizio e finanziario italiano. Relazione della Commissione di studio istituita dal Ministro del tesoro, Roma, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, 1982.
L'Italia e la Repubblica federale di Germania in cammino verso l'unione economica e monetaria europea, con Franco Bruni, Milano, Centro di economia monetaria e finanziaria, Universita commerciale Luigi Bocconi, 1989.
Autonomia della Banca centrale, inflazione e disavanzo pubblico: osservazioni sulla teoria e sul caso italiano, con Franco Bruni, in Mario Arcelli (a cura di), Il ruolo della banca centrale nella politica economica, Bologna, Il Mulino, 1992. ISBN 88-15-03754-3.
Il governo dell'economia e della moneta. Contributi per un'Italia europea, 1970-1992, Milano, Longanesi, 1992. ISBN 88-304-1099-3.
Il mercato unico e l'Europa di domani. Rapporto della Commissione europea, presentato da, Milano, Il Sole-24 Ore libri, 1997. ISBN 88-7187-815-9.
Intervista sull'Italia in Europa, Roma-Bari, Laterza, 1998. ISBN 88-420-5090-3.
Introduzione, prefazioni, presentazioni
Introduzione a Luigi Einaudi, Il mestiere della moneta, Torino, UTET libreria-Ed. di banche e banchieri, 1990. ISBN 88-7750-045-X.
Prefazione con Paolo Mieli a Spadolini a Milano. Il Corriere della Sera e la Bocconi. Articoli e discorsi, 1968-1994, Milano, Rizzoli, 1995. ISBN 88-17-84435-7.
Prefazione a Marzio Achille Romani (a cura di), Luigi Einaudi-Luigi Albertini. Lettere (1908-1925), Milano. Fondazione Corriere della Sera, 2007.
Presentazione con Franco Bassanini di Commission pour la libération de la croissance française présidée par Jacques Attali, Liberare la crescita. 300 decisioni per cambiare la Francia, Milano, Università Bocconi-Rizzoli, 2008. ISBN 978-88-8350-132-6.