BIOGRAFIA DI GIUSEPPE IMPASTATO
Ancora ragazzo rompe con il padre, che lo caccia di casa, ed avvia un'attività politico-culturale antimafiosa. Nel
1965 fonda il giornalino
L'idea socialista e aderisce al
PSIUP[1]. Dal
1968 in poi, partecipa, con ruolo dirigente, alle attività dei gruppi di
Nuova Sinistra. Conduce le lotte dei contadini espropriati per la costruzione della terza pista dell'
aeroporto di
Palermo, in territorio di Cinisi, degli edili e dei disoccupati.
Nel
1976 costituisce il gruppo
Musica e cultura, che svolge attività culturali (
cineforum,
musica,
teatro, dibattiti, ecc.); nel
1976 fonda
Radio Aut,
radio libera autofinanziata, con cui denuncia i delitti e gli affari dei mafiosi di Cinisi e
Terrasini, in primo luogo del capomafia
Gaetano Badalamenti, che avevano un ruolo di primo piano nei traffici internazionali di
droga, attraverso il controllo dell'aeroporto. Il programma più seguito era
Onda pazza, trasmissione satirica con cui sbeffeggiava mafiosi e politici.
Nel
1978 si candida nella lista di
Democrazia Proletaria alle elezioni comunali. Viene assassinato nella notte tra l'
8 e il
9 maggio del 1978, nel corso della
campagna elettorale; col suo cadavere venne inscenato un attentato, atto a distruggerne anche l'immagine, in cui la stessa vittima apparisse come attentatore suicida, ponendo una carica di tritolo sotto il suo corpo adagiato sui binari della
ferrovia. Pochi giorni dopo, gli elettori di Cinisi votano il suo nome, riuscendo ad eleggerlo, simbolicamente, al Consiglio comunale.
[2]
Stampa,
forze dell'ordine e
magistratura parlano di
atto terroristico in cui l'attentatore sarebbe rimasto vittima di
suicidio dopo la scoperta di una lettera scritta in realtà molti mesi prima. L'uccisione, avvenuta in piena notte, riuscì a passare la mattina seguente quasi inosservata poiché proprio in quelle ore veniva "restituito" il corpo senza vita del presidente della
DC Aldo Moro in via M. Caetani a Roma.
L'attività del "Centro siciliano di documentazione", le accuse e le scoperte[modifica]

Riproduzione del cartellone di
Radio Autpresente nella sede di
Terrasini (PA).
La matrice mafiosa del delitto viene individuata grazie all'attività del fratello Giovanni e della madre
Felicia Impastato (1916 - 2004), che rompono pubblicamente con la parentela mafiosa e grazie anche ai compagni di militanza e del
Centro siciliano di documentazione[3] di
Palermo, fondato a Palermo nel 1977 da Umberto Santino e dalla moglie Anna Puglisi e dal 1980 intitolato proprio a Giuseppe Impastato. Sulla base della documentazione raccolta e delle denunce presentate viene quindi riaperta l'inchiesta giudiziaria.
Il Centro Impastato pubblica nel 1986 la storia di vita della madre di Giuseppe Impastato, nel volume
La mafia in casa mia, e il dossier
Notissimi ignoti, indicando come mandante del delitto il boss
Gaetano Badalamenti, nel frattempo condannato a 45 anni di reclusione per traffico di droga dalla Corte di
New York, nel processo alla
Pizza connection.
Nel gennaio 1988, il Tribunale di Palermo invia una comunicazione giudiziaria a Badalamenti. Nel maggio del 1992 lo stesso tribunale decide l'archiviazione del
caso Impastato, ribadendo la matrice mafiosa del delitto, ma escludendo la possibilità di individuare i colpevoli e ipotizzando la possibile responsabilità dei mafiosi di Cinisi alleati dei
corleonesi.
Nel maggio del 1994 il Centro Impastato presenta un'istanza per la riapertura dell'inchiesta, accompagnata da una petizione popolare, chiedendo che venga interrogato sul delitto Impastato il nuovo collaboratore della giustizia Salvatore Palazzolo, affiliato alla mafia di Cinisi. Nel marzo del 1996 la madre, il fratello e il Centro Impastato presentano un esposto in cui chiedono di indagare su episodi non chiariti, riguardanti in particolare il comportamento dei
carabinieri subito dopo il delitto.
Nel giugno del 1996, in seguito alle dichiarazioni di Palazzolo, che indica in Badalamenti il mandante dell'omicidio assieme al suo vice
Vito Palazzolo, l'inchiesta viene formalmente riaperta. Nel novembre del 1997 viene emesso un ordine di cattura per Badalamenti, incriminato come mandante del delitto. Il 10 marzo 1999 si svolge l'udienza preliminare del processo contro Vito Palazzolo, mentre la posizione di Badalamenti viene stralciata.
I familiari, il Centro Impastato,
Rifondazione comunista, il Comune di Cinisi e l'
Ordine dei giornalisti chiedono di costituirsi parte civile e la loro richiesta viene accolta. Il 23 novembre 1999 Gaetano Badalamenti rinuncia all'udienza preliminare e chiede il giudizio immediato.
Nell'udienza del 26 gennaio 2000 la difesa di Vito Palazzolo chiede che si proceda con il rito abbreviato, mentre il processo contro Gaetano Badalamenti si svolgerà con il rito normale e in video-conferenza. Il 4 maggio, nel procedimento contro Palazzolo, e il 21 settembre, nel processo contro Badalamenti, vengono respinte le richieste di costituzione di parte civile del Centro Impastato, di Rifondazione comunista e dell'Ordine dei giornalisti.
Nel 1998 presso la Commissione parlamentare antimafia si è costituito un Comitato sul caso Impastato e il 6 dicembre 2000 è stata approvata una relazione sulle responsabilità di rappresentanti delle istituzioni nel depistaggio delle indagini. Nella commissione si rendono note le posizioni favorevoli all'ipotesi dell'attentato terroristico poste in essere dai seguenti militari dell'arma: il Maggiore Tito Baldo Honorati; il maggiore
Antonio Subranni; il maresciallo Alfonso Travali.
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Cinema, musica e teatro [modifica]
| « Nato nella terra dei vespri e degli aranci, tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio, negli occhi si leggeva la voglia di cambiare, la voglia di giustizia che lo portò a lottare, aveva un cognome ingombrante e rispettato, di certo in quell'ambiente da lui poco onorato, si sa dove si nasce ma non come si muore e non se un ideale ti porterà dolore. » |
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- Alla vita di Peppino è dedicato il film I cento passi di Marco Tullio Giordana, con Luigi Lo Cascio nel ruolo di Impastato. Il film è una ricostruzione dell'attività di Peppino, e i "cento passi" che separavano casa sua da quella del boss Tano Badalamenti non sono solo una metafora usata dal regista, ma è effettivamente la distanza presente tra quella che era la casa di Peppino e la casa del boss (il bene è stato confiscato alla mafia e affidato a Giovanni Impastato).
- I Modena City Ramblers hanno inciso una canzone, omonima al film di Giordana, dedicata anch'essa a Peppino, presente nell'album ¡Viva la vida, muera la muerte!.
- Il cantautore siciliano Pippo Pollina ha inciso la canzone Centopassi, ispirandosi alla vita di Peppino Impastato e inserendola nel suo album Racconti Brevi.
- Nel 2006, il gruppo folk dei Lautari ha musicato una poesia di Peppino, Ciuri di campo. La canzone viene eseguita da Carmen Consoli durante i suoi concerti.
- Gli Aut In Vertigo hanno inciso una canzone dal titolo Radio Aut, contenuta nell'album Welcome.
- In occasione del 30º anniversario della morte di Aldo Moro e Peppino Impastato. Roberto Rampi ha prodotto lo spettacolo teatrale A.N.N.A. - Amore Non Ne Avremo (testo di Giuseppe Adduci, regia diPaolo Trotti, con Stefano Annoni, Paolo Cosenza e Marta Galli).[5]
- "Vorrei" è una canzone del gruppo dei Luf dedicato a Peppino Impastato.
- Nel 2008 i Marta sui tubi includono all'interno del loro dvd Nudi e Crudi il brano Negghia (Nebbia), ricavato da una poesia di Peppino Impastato. Il brano è disponibile come download gratuito sul sito ufficiale del gruppo[6].
- Il gruppo ska punk Talco dedica la canzone Radio Aut, contenuta nell'album Mazel Tov, a Peppino Impastato. L'album successivo della band, La Cretina Commedia è un concept album sulla vita di Peppino
- Nel 2008 esce in allegato con il quotidiano Il Manifesto il doppio cd "Amore non ne avremo: 26 canzoni per Peppino Impastato", con la partecipazione dei seguenti artisti: Collettivo musicale "Peppino Impastato", Resina, Riccardo Sinigallia, Le Loup Garou, Marta sui tubi, Lautari e Carmen Consoli, 24 Grana, Taberna Milensis, Modena City Ramblers, Zu, Affinità di quarta, Low Fi, One Dimensional Man,Uzeda, CPF, Gang, Bisca, Marlene Kuntz, Radio Zapata, Amaury Cambuzat con gli Ulan Bator, Lalli,Stefano Giaccone, Libera Velo, Marina Rei, Perturbazione, Yo Yo Mundi[7].
Principali iniziative legate al ricordo di Peppino Impastato [modifica]
- Il 9 settembre 2009 il nuovo sindaco leghista di Ponteranica (BG), Cristiano Simone Aldegani fece rimuovere la targa commemorativa dalla biblioteca comunale, dedicata un anno e mezzo prima a Peppino Impastato, scatenando molte polemiche.[8]
- Il 31 gennaio 2010 a Manfredonia alla presenza delle autorità civili locali, del governatore della Regione Puglia Nichi Vendola e del cantautore Roberto Vecchioni è stato inaugurato il "Laboratorio Urbano Culturale" (LUC), centro di aggregazione giovanile, intitolato a Peppino Impastato grazie ad una petizione nata su Facebook.
- Il 15 maggio 2010 la chiave della casa di Gaetano Badalamenti, sita in corso Umberto, è stata consegnata al sindaco di Cinisi. Al termine del corteo per ricordare il 32º anniversario della morte di Peppino Impastato, il sindaco ha consegnato ufficialmente la chiave dell'immobile all’Associazione Culturale Peppino Impastato di Cinisi.[9]
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| FORUM SOCIALE ANTIMAFIA: Programma delle iniziative per il 34° anniversario dell'assassinio di Peppino Impastato |
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- "Peppino Impastato, un giullare contro la mafia", Rizzo Marco e Bonaccorso Lelio, 2009, edizioni BeccoGiallo
- Felicia Bartolotta Impastato, La mafia in casa mia, intervista a cura di Anna Puglisi e Umberto Santino, La Luna, Palermo 1986, 2000
- Salvo Vitale, Nel cuore dei coralli. Peppino Impastato, una vita contro la mafia, Rubbettino, Soveria Mannelli 1995
- Umberto Santino (a cura di), L'assassinio e il depistaggio. Atti relativi all'omicidio di Giuseppe Impastato, Centro Impastato, Palermo 1998
- Peppino Impastato: anatomia di un depistaggio, Relazione della Commissione parlamentare antimafiapresentata da Giovanni Russo Spena, Editori Riuniti, Roma 2001
- Giuseppe Impastato, Lunga è la notte. Poesie, scritti, documenti, (a cura di Umberto Santino), Centro Impastato, Palermo 2002
- Anna Puglisi – Umberto Santino (a cura di), Cara Felicia. A Felicia Bartolotta Impastato, Centro Impastato, Palermo 2005
- Augusto Cavadi, in Gente bella. Volti e storie da non dimenticare (Candida Di Vita, Don Pino Puglisi,Francesco Lo Sardo, Lucio Schirò D'Agati, Giorgio La Pira, Peppino Impastato), Il Pozzo di Giacobbe, Trapani 2004.
- Claudio Fava; Marco Tullio Giordana, Monica Zapelli, I cento passi, Feltrinelli , 2001.ISBN 88-07-81650-4
- Giorgio Di Vita, Non con un lamento, Navarra Editore, Palermo 2010 ISBN 9788895756325.
- Guido Orlando e Salvo Vitale (a cura di), Amore Non Ne Avremo, Navarra Editore, collana Fiori di Campo, Palermo 2009 ISBN 9788895756097.
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