Storia
Palazzo Pelizzari, sede del municipio.
Avamposto dei
liguri, fu conquistata dai
romani nel
II secolo a.C., divenne
foro(Forum Fulvii quod Valentinum), ovvero luogo dove ci si riuniva per adempiere a funzioni di carattere giuridico e per partecipare ai mercati.
Verosimilmente verso il
V secolo d.C., la sua popolazione scese, dalla zona tra le colline di Astigliano, a costituire un nucleo urbano compatto nella zona dove attualmente sorge la città. La tradizione popolare ne attribuisce il merito a
San Massimo che avrebbe deciso l'accentramento degli abitanti nel luogo in cui si fosse posata una
colomba appositamente lasciata libera, cosa che avvenne in quella località che, ancora oggi, è chiamata "Colombina".
Messa in ombra dalla crescente potenza della vicina
Alessandria, attirò l'interesse dei
Visconti di
Milano, e un tentativo di consegnare la città a
Galeazzo Visconti, fallì con la condanna a morte dei cospiratori.
Arresasi di nuovo ai Francesi nel
1557, fu definitivamente assegnata agli Spagnoli dal trattato di Chateau-Cambrésis del
1559.
Nel
1635 nel corso della guerra dei trent’anni, Valenza resistette per 60 giorni all'assedio degli eserciti di Francia, del
Ducato di Parma e di quello dei
Savoia. Resistette ancora all'
assediofrancese del
1641. Dovette invece capitolare dopo 70 giorni nel
1656 nell'assedio delle truppe di
Francia, di
Savoia e di
Modena. Subì un nuovo assedio nel
1696, durante la guerra della Lega d'
Austria contro
Luigi XIV, ma francesi e sabaudi, non riuscirono ad espugnarla.
[modifica]Amministrazione
[modifica]Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
Dalla fine dell'Ottocento, grazie alla prima produzione industriale di
Vincenzo Melchiorre, Valenza è uno dei più importanti centri in Italia per la lavorazione artigianale di
gioielleria e
oro. Gran parte dell'economia dell'area della città ruota intorno alla produzione e al commercio dei preziosi. La percentuale di produzione esportata si attesta tra il 50 e il 60% del totale.
Palazzo Pastore in stile
barocco è il palazzo più antico di Valenza. Sorge nel centro storico e attualmente è oggetto di discussioni in merito al suo riutilizzo.
[modifica]Personalità legate a Valenza
- Costanzo Preve, filosofo e studioso di politica
- Vincenzo Melchiorre, fondatore della moderna gioielleria italiana
- Sandro Camasio, scrittore di operetta, vissuto tra fine '800 e inizio '900; Assieme a Nino Oxilia scrisse l' opera "Addio Giovinezza"
- Giusto Calvi, poeta, giornalista e politico, deputato, vissuto tra fine '800 e inizio '900
- Gino Amisano, imprenditore, fondatore della ditta produttrice di caschi AGV (acronimo di Amisano Gino Valenza)
- Giovanni Gronchi, terzo presidente della Repubblica Italiana
- Questa città possiede anche la Valenzana Calcio, squadra che milita in C2 e una delle poche che può vantarsi di più di 100 anni di storia.
- Molti personaggi famosi italiani come il presidente Sandro Pertini, Antonio Cassano, Valeria Marini,Renato Zero, Silvio Berlusconi, Alena Seredova sono stati a Valenza per i più diversi motivi, non ultimo per ammirare le creazioni orafe valenzane
- Negli anni 50 Valenza era famosa in tutta Italia anche per l'alta qualità delle sue aziende calzaturiere di cui attualmente solo poche sono rimaste in attività.
- Nella campagna orientale di Valenza si trovano i resti di una splendida Villa ottocentesca ormai in rovina, Villa Pastore[2]. Oggetto di interesse per molti studiosi del paranormale, si dice sia stata abbandonata dai proprietari a causa dello sgomento provocato dalla morte prematura dei due figli, Elisa e Giovanni. Diverse testimonianze, per altro mai provate, riferiscono di dolci melodie di pianoforte provenienti dalla Villa, nonché di altri fatti inspiegabili che si sarebbero verificati corso degli anni.
- Molti erroneamente credono che Valenza sia famosa per la bagna cauda, ma in realtà è un piatto originario del Monferrato, e delle province di Asti e Cuneo.
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ [1]
Vincenzo Melchiorre
Artigiano orafo prima e industriale poi è considerato padre della
gioielleriavalenzana e italiana. Nel 1873 fonda la società Melchiorre & C. dopo oltre 11 anni passati in apprendistato e lavoro in atelier di alta gioielleria di Torino (Twerembold), di Parigi (Vaubourzeix Boucheron), di Firenze (Marchesini).
Nel 1911 l'azienda di
Valenza conta 86 orafi ed è considerata una delle più importanti manifatture orafe d'Italia del tempo.
Fu coadiuvato fin dall'inizio nell'azienda dalla moglie Angiolina Rolandi, nipote del
designer Camillo Bertuzzi e, successivamente, dai figli Camillo (1876-1932), Guido (1882-1959), Celeste (1877-1950), Mario (1883-1958), Bice (1889-1940) e Ugo (1890-1981).
Il
1º settembre 2005 la Giunta comunale di Valenza gli ha dedicato la scuola di formazione per orafi AFT di Valenza.
 | Cavaliere del lavoro |
| «Una tendenza magnifica, fatta ad arte e di perspicacia commerciale, lo illuminò e lo condusse all'alta meta che l'oreficeria e la gioielleria italiane non potevano desiderare diversa. E ad essa il Melchiorre salì per virtù di impegno e di lavoro. Soprattutto per la profonda onestà con la quale egli impose la mirifica produzione del suo stabilimento alla simpatia di un vasto pubblico internazionale il cui diritto alla soddisfazione del lusso e del buongusto è assai sovente deluso. Maestro dell'oro raggiante e d'ogni virtuosa eleganza, la fama del Melchiorre passa dalla reggia alla piccola casa di provincia, considerata come d'uomo che oltre ad avere illustrato la città natia è stato prezioso cooperatore al buon nome dell'artistica industria dell'ornamento in Italia»
— 10 marzo 1912[1] |
- ^ Sito Federazione nazionale Cavalieri del lavoro: dettaglio decorato.
- "Melchiorre e C dal 1873 al 1933" - Quaderno For.Al n. 2 Centro di documentazione sull'oreficeria Ezio Deambrogi. A cura di Lia Lenti 2008
- "Origine e sviluppo dalla manifattura orafa valenzana: l'esempio della Melchiorre e C", in Rassegna economica della Provincia di Alessandria ,Lia Lenti 1993 n. 4, pp. 5-13
- "Il liberty, rinnovamento dello stile e dei modelli della gioielleria italiana del primo Novecento. La fabbrica di oreficerie e gioiellerie Melchiorre e C", in "Gioielli in Italia. Temi e problemi del gioiello italiano dal XIX al XX secolo", Lia Lenti,pp 103-114, Venezia, Marsilio, 1996 ISBN 88-317-6531-0
- "Gioielli e gioelleri di Valenza", Lia Lenti, pp. 419-420 Torino: U. Allemandi, 1994 ISBN 88-422-0482-X